Nel corso degli anni è emersa la necessità di includere non solo chi guida le organizzazioni, ma anche chi quotidianamente le vive dall’interno, allargando la ricerca anche i professionals – i candidati, i lavoratori, i talenti presenti e futuri, arricchendo il progetto con la dimensione del vissuto personale, delle aspettative, delle percezioni e delle esperienze concrete.
Negli anni tra il 2020 e il 2022 e la ridefinizione radicale del lavoro imposta dalla pandemia, L’HR assume il ruolo di mediatore tra esigenze aziendali e bisogni delle persone, e la ricerca si concentra sempre più sull’esperienza concreta dei lavoratori rendendo centrale il tema del senso del lavoro. Il lavoro infatti entra nei progetti di vita, emergono fenomeni come le grandi dimissioni e si evidenziano differenze generazionali sempre più marcate. È in questa fase che la ricerca si apre anche ai professionisti, non solo agli HR, permettendo di leggere il lavoro da entrambi i punti di vista.