Sebbene la figura dello psicologo penitenziario (“ex art. 80 O.P.”) risulti, ad oggi, ancora solo parzialmente delineata, il “contesto carcere” pone quotidianamente alla scienza psicologica domande articolate e complesse, sia sul piano della valutazione sia in relazione alle prospettive trattamentali del detenuto. A ciò si aggiungono le questioni inerenti al supporto degli operatori penitenziari.
La peculiarità degli interventi psicologici entro la realtà intramuraria non consente un utilizzo generico della strumentazione psicologica: le caratteristiche di questa istituzione condizionano il soggetto sia sotto il profilo intrapsichico che comportamentale, influenzando al contempo le dinamiche professionali di coloro che vi operano. Si rende pertanto necessario l’utilizzo di metodologie di intervento specifiche, cioè adatte alle criticità dell'esperienza detentiva, ai moventi e alle condotte che l'hanno determinata, alla progettualità futura entro e fuori dal carcere, nonché ai ruoli e all’identità professionale degli operatori penitenziari.
In questa prospettiva, il Master in Psicologia penitenziaria e profili criminologici, giunto alla sua quarta edizione, si propone di selezionare e formare professionisti altamente qualificati, interessati a sviluppare le conoscenze e le competenze necessarie per operare efficacemente in ambito penitenziario.
Il Master in Psicologia penitenziaria è realizzato in collaborazione con il Provveditorato Regionale della Lombardia, al fine di garantire ai partecipanti la possibilità di conoscere ed esperire le differenti realtà penitenziarie del territorio.